Gli stereotipi di genere: cosa sono e come si formano

Fin dalla nascita gli stereotipi di genere influenzano le scelte dei bambini e il loro modo di essere condizionando anche ciò che diventeranno da adulti

Con “stereotipo di genere” s’intende classificare le attività, le caratteristiche e i comportamenti che una persona dovrebbe avere sulla base del genere sessuale.

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Sono dei pregiudizi: alle bambine piace il rosa, giocano con le bambole e la cucina giocattolo, sono più portate per le materie letterarie e per professioni di cura come l’insegnante, infermiere, psicologo ecc… D’altro canto ai maschietti piace l’azzurro, le macchinine e giocare a pallone, da grandi sono più portati per fare i leader e per discipline scientifiche ad esempio ingegneria.

Tutto ciò non rientra in una predisposizione biologica ma viene appreso.
Come? Involontariamente da tutto ciò che circonda i bambini. Dai genitori in primis, dagli insegnanti o gli adulti in generale, dai coetanei e dalla società che li circonda, anche attraverso i mass media che propongono modelli molto differenti tra genere maschile e femminile.

In molti programmi per bambini la differenza tra ruolo lavorativo della donna e dell’uomo appare piuttosto evidente: le donne dedite all’accudimento della casa e gli uomini a ruoli lavorativi di maggiore rilievo (Lauzen e al., 2008).
I bambini imparano che certe attività sono più adatte al loro genere rispetto ad altre. L’interiorizzazione di questi modelli non si limita a influenzare la scelta dei giocattoli ma anche le credenze, il modo di pensare, gli interessi e anche decisioni più ampie come le future scelte lavorative.

Uno studio dimostra come le femmine alla scuola primaria affrontino lo studio della matematica con un atteggiamento meno fiducioso rispetto ai maschi e come vengano meno incoraggiate, al contrario i maschi affermano di sentirsi meno portati per la lettura (Freedman – Doan e al., 2000).

È importante che i bambini vengano incoraggiati e si sentano liberi di esprimere loro stessi, le loro passioni, i loro interessi e le loro attitudini senza rientrare in schemi prefissati, in questo modo potranno diventare degli adulti soddisfatti delle proprie scelte.
Ogni bambino è unico e la sua unicità deve essere valorizzata.

Rientro sui banchi di scuola qualche consiglio

Le vacanze sono quasi finite e tra qualche settimana molti studenti faranno ritorno sui banchi di scuola. Ecco qualche suggerimento per affrontare al meglio l’inizio del nuovo anno scolastico e ridurre il carico di stress.

Il rientro a scuola può essere fonte di eccitazione e gioia ma anche di disagio e malessere: dopo un periodo di spensieratezza è difficile ritornare alla routine della vita scolastica.

image-1431599-200-120La chiamano “sindrome da rientro”, e sebbene non sia una vera e propria patologia le sue conseguenze non sono da sottovalutare. Si possono manifestare ansia, tensioni muscolari, inquietudine, insonnia, nervosismo, disturbi psicosomatici, difficoltà di concentrazione e addirittura depressione. Solo se il disagio dovesse permanere per un lungo periodo e andare ad interferire con le normali attività quotidiane del nostro bambino allora sarebbe opportuno approfondire la situazione, e rivolgersi ad uno specialista.

Dopo la lunga pausa estiva è necessario riprendere quanto prima e con gradualità i ritmi e le abitudini quotidiane.
La prima cosa da fare è regolarizzare il ciclo sonno-veglia dei nostri bambini, evitando di passare bruscamente dalle 10-12 ore di sonno per notte alle normali 6-8 ore.

Inoltre, meglio evitare l’uso di tablet e smartphone a letto e prima di addormentarsi perché potrebbero costituire una minaccia al sonno e diventare una fonte di stress.

Anche per quanto riguarda gli orari dei pasti sarebbe opportuno riprendere man mano le corrette routine quotidiane.
Infine, sarebbe opportuno iniziare a riprendere, sempre gradualmente, con qualche lettura o qualche scheda didattica.

Il ritorno a scuola è quasi sempre accompagnato da molte emozioni contrastanti, per questo i genitori dovrebbero incoraggiare i propri figli a parlare e condividere con loro le sensazioni provate. E’ molto importante tradurre a parole le emozioni dei bambini, parlare con loro delle emozioni legate al rientro a scuola, spiegare cosa sono la paura e l’ansia, come nascono e che possono essere affrontate.

Non banalizzare mai le preoccupazioni del bambino ma comprenderle ed accoglierle, incoraggiandolo a non evitare situazioni ansiogene e premiare i piccoli sforzi e risultati.

Infine, visto che i genitori fanno da modello ai bambini è anche importante fornire il buon esempio e trasmettere ai piccoli serenità ed entusiasmo per il ritorno alle normali attività quotidiane.
Buon inizio a tutti!